Permesso di lavoro per traslocare

Quando e come si può chiedere un permesso per il trasloco

Ognuno di noi nella vita prima o poi deve affrontare un trasloco.

Questo è positivo perchè ci mette in condizione di potere vivere una nuova vita e conoscere nuovi modi di pensare, nuovi mondi e tradizioni, abitudini e così via.
D’altro canto un trasloco implica numerosi impegni di tempo e di organizzazione, e scadenze a cui non ci si deve sottrarre.

Inoltre richiede del tempo quindi ci si può domandare se è previsto un permesso lavorativo in caso di traslochi, infatti esiste in molti contratti collettivi di lavoro nazionali .

Questi permessi sono previsti per molti contratti nel pubblico impiego, e ci sono fino a tre giorni da chiedere di permesso per motivi personali o familiari e sono scritti nei contratti, ma facendo un’autodichiarazione, altrimenti si devono chiedere giorni di ferie.

Se non ci particolari aggravi fiscali per l’azienda , e se i colleghi si rendono disponibili a sostituire l’assente , è possibile quindi procedere con tale richiesta e ciò vale anche per incarichi scolastici.

Per quanto riguarda dipendenti a tempo determinato , sono permessi sei giorni non retribuiti e di interruzione di anzianità di servizio, secondo gli articoli da 13 a 19 del CCNL per la scuola.

Per quel che riguarda invece le assenze per motivi personali o anche familiari, si possono prendere dei giorni sia se si è assunti a tempo indeterminato che determinato, per un massimo di sei giorni.

I giorni di permessi non retribuiti e ferie, sono cumulabili per i lavoratori a tempo determinato, del settore scolastico; si possono poi avere altri otto giorni però non cumulabili se si devono fare degli esami e concorsi.

Secondo infatti l’articolo 18 CCNL del 16/05/1995, comma 3, modifica del comma 2, dice : “[…] per particolari motivi familiari o personali debitamente documentati […] possono essere inoltre concessi, nell’anno, tre giorni di permesso retribuito”.

Il trasloco, è un motivo familiare o personale abbastanza importante per dare il via ai permessi; per i dipendenti pubblici quindi viene concesso il permesso lavorativo per trasloco e viene anche retribuito.

Comunque, tutti i contratti di categoria, di solito pubblici o privati, dovrebbero avere la possibilità di avere permessi retribuiti ogni mese, in proporzione diversa se per un contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato, e comunque è sempre alla fine il datore di lavoro che ha l’ultima parola se si tratta di giorni per un trasloco.

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