Normative per permessi in vari contratti di lavoro quando si trasloca

Ogni giorno molte persone capita che debbano effettuare un trasloco, e quindi come funziona in caso ci si debba assentare dal lavoro?

Ogni contratto di lavoro dovrebbe contenere delle normative specifiche in questi casi, e offrire la possibilità di un congedo straordinario per trasloco
e ci possono essere normative diverse da settore a settore.
Ad esempio il permesso per trasloco del contratto commercio è diverso dal permesso per trasloco insegnanti o per infermieri o operai.

Vediamo i singoli casi.

Il permesso per trasloco nella pubblica amministrazione viene concesso secondo il contratto collettivo del lavoro, e dovrebbe rientrare nei permessi retribuiti, come per il congedo per trasloco infermieri, e permesso per trasloco contratto scuola, secondo l’articolo 18 del CCNL del 16/05/1995, comma 3, vi è una modifica del comma 2, che dice pertanto: “[…] per particolari motivi familiari o personali debitamente documentati […] possono essere inoltre concessi, nell’anno, tre giorni di permesso retribuito”.

Il cambio di residenza, e il trasloco, rientra nei particolari  motivi familiari o personali, anche se non è un evento grave; quindi anche per  dipendenti pubblici, il permesso lavorativo quando si effettua un trasloco è concesso e anche retribuito.

Invece i lavoratori del CCNL Metalmeccanici hanno diritto come permessi retribuiti a 104 ore all’anno, utilizzati con richiesta di almeno 15 giorni prima e per un ammontare massimo di 5% di assenze quindi qui rientra anche il permesso per trasloco del contratto metalmeccanico.

In generale i giorni sono più o meno gli stessi per tutte le categorie, anche nel contratto del commercio esistono i Rol, permessi retribuiti, e si maturano mensilmente e sono da sommarsi alle ferie,  e possono venire utilizzati per assentarsi anche poche ore dal lavoro.

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