I trust di famiglia

I trust derivano dall’inglese e significa letteralmente fiducia.

In ambito giuridico il trust di famiglia è un istituto che fa regolare i rapporti patrimoniali tra familiari, soprattutto per sopperire ai bisogni di figli e nipoti qualora ne venisse la necessità. Esso si caratterizza dalla presenza di tre soggetti:

In pratica il il trust è un fondo patrimoniali in cui vengono vanno a confluire i beni del settlor che crea il trust e tale trust viene affidato a un amministratore, che non può vantare alcuna prerogativa sul trust, che tuteli i beni affinché ci sia il raggiungimento di uno dato scopo.

Il trust è  contratto di origine anglosassone. I soggetti che vi sono coinvolti sono:;
– quello  che da vita al trust (settlor);
– l’amministratore (trustee);
– il beneficiario  (beneficiary).

Nel nostro ordinamento è stato inserito solo nel 1992. Nei sistemi regolati invece con la common law esiste da  cinque secoli e oltre.

Di solito un trust viene creato per la protezione dei beni immobili e del patrimonio di famiglia, perchè vada a soggetti determinati e non a terzi;  i beni del trust diventano anche impignorabili.
Proprio per questi motivi il trust viene  impiegato per  proteggere il patrimonio personale e famigliare da quello aziendale e per tutelare i soggetti deboli, come minori o soggetti diversamente abili per cui viene previsto che i primi abbiano un godimento limitato fino alla maggiore età dei beni di famiglia o che i secondi possano godere dei beni magari mediante l’ausilio di terzi soggetti specificatamente indicati nel trust magari dopo disposizione testamentarie.

Il trust di famiglia serve anche a tutelare un dato patrimonio nel passaggio generazionale dallo sperpero in cui incapperebbe se cadesse in mani di soggetti incapaci di amministrarlo, che sono magari dediti al gioco o che usano di solito una eccessiva prodigalità nelle loro spese.

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